| |
|
Sull'Avatar
La seconda parte dello scritto numero 102 è dedicata ai “cattivi”, d'altronde il 102 rappresenta la dualità.
Non si può parlare solo dei "buoni", bisogna parlare anche dei “cattivi”; i “cattivi” sono indispensabili per scegliere di essere "buoni": come potremmo dire di esserlo se non ci fossero loro?
Serve una pietra di paragone, così si può affermare: "se questi sono cattivi, questi altri sono buoni".
Ho già spiegato diverse volte che i propositi degli io, delle identità amorevoli, delle buone intenzioni, del voler fare, sono molto interessanti, ma è necessario scoprire anche di "non essere".
D'altronde, qualcuno deve pur muovere il "pupazzetto avatar"...
Quale sarà il vostro Avatar?
L'Intelletto, l'Anima e lo Spirito: questo è l'Avatar che muove il "pupazzo", quel pupazzo che agisce nella vita e si preoccupa delle sue "cosucce".
Il "pupazzo" è fisico, sensazioni, astrale, ormoni e mente.
Cosa lo muove? Il vento che tira.
Il “pupazzo” è mosso dal vento; è mosso dagli elementi della natura che ci circonda.
Vi ringrazio per essere stati operativi, anche leggendo a centinaia Parole Inutili; chi in un verso, chi in un altro, chi in un modo, chi in un altro… mossi dagli eventi, dalla vita, dai problemi, dalle paure, dalle piccole cose che interessano e muovono l'essere più “corposo”, più concreto: il "pupazzo" con cui avete a che fare.
È quest'ultimo ad aver partecipato fino ad ora.
In molti di voi ci sono stati "sprazzi di Avatar”, di Colui che è dietro.
Adesso lo chiamiamo "Avatar" perché è il titolo di un film (1), in futuro lo chiameremo in modo diverso.
In alcune occasioni ne abbiamo parlato anche come "intelletto" (una parte), o "entanglement", definendolo in maniera un po' tecnica (fisica sub-nucleare).
L'Anima è stata finora oggetto di dissertazioni religiose.
Noi non facciamo "opere pie", cerchiamo di agire con quel "punto interrogativo" sconosciuto che dovrebbe essere il motore del "pupazzo".
Il vero motore del "pupazzo" è un problema, mettiamoci d'accordo perché dovete imparare ad usarlo sul serio.
In realtà è difficile! L'identità con il "pupazzo" vi fa sentire stanchi e sbalestrati per tutti gli eventi che accadono ai "pupazzi", continuamente e in ogni parte del mondo.
Siamo uniti dalla "strana" volontà di arrivare ad un Reale "ottenimento" che, da un certo punto di vista, può apparire macroscopico ed esagerato.
Voi siete qui, ed occupate questo spazio. “Qui” non è nel tempo, insieme non occupiamo il tempo.
Insieme il tempo diventa un problema, perché per me questa vita o la prossima, le vite passate o quelle future... è uguale. Per voi no! In questa vita vi arrabattate: vi svegliate la mattina pensando solo a come risolvere la vostra giornata.
Immaginate, invece, un essere che si "sveglia" in una vita e fa quello che deve fare senza lasciarsi distogliere da niente.
Agisce per ciò che si è deciso, con tutte le opzioni possibili ed immaginabili.
Non ho deciso nulla, quindi non mi interessa. Ciò che accade è in armonia con la Base.
Per me conta lo spazio occupato: stiamo occupando questo spazio e, contemporaneamente, in una strisciata, in un entanglement unico, occupiamo un po' di spazio all'interno dell'universo, in una sequenza di apparenti "fotogrammi" che colleghiamo attraverso la coscienza.
Le macchine cinematografiche di una volta contenevano degli ingranaggi con dei piccoli denti, che si agganciavano alla pellicola e la facevano scorrere. Si potevano vedere una serie di spazi occupati da una sequenza di fotogrammi e, guardando lo schermo, si aveva la sensazione della tridimensionalità; si trattava al contrario di una fotografia piatta, senza tempo… chi osservava si trovava ad organizzare il tempo con la mente, senza nemmeno rendersene conto.
Una pellicola non ha tempo, perché ogni fotogramma è senza tempo.
Gli esseri sono senza tempo, costruiscono il tempo come in un filmato e credono sia la realtà.
Ora immaginate un “povero” Avatar, che ha in mano la bobina del film e dice: "Adesso cosa facciamo? Vediamo di nuovo il film. Mettiamo in moto questa pellicola...”
Inizia la vita, inizia l'esperimento e ripartiamo: “ragazzi, armonia ed unione".
Il film è iniziato quando alcuni esseri senzienti hanno cominciato a “cercare” dicendo: "Maestro vogliamo meditare, cosa dobbiamo fare?".
Quel povero “non essere”, guardandoli, ha risposto: “la ricerca è l'annullamento delle modificazioni della mente”.
Non potete iniziare a vedere un film partendo dagli ultimi spazi, dovete guardarlo dall'inizio ed è obbligatorio ricapitolare.
Allora, rivediamo il film dal principio! Così potremo giustamente gioire del “nuovo inizio”.
Il discorso è semplice: dovete essere preparati a “non essere”, è necessario.
Vi siete divertiti ad essere? Vi siete organizzati per farvi male? Vi siete fatti male! Siete bravi a farvi male! Hai voglia a fare concentrazione e meditazione per “non essere”.
Non si può nemmeno sempre “non essere”, meditando a tutto spiano. Mentre tu stai lì a fare meditazione, a guardare il cielo e sorridere a tutti, il mondo va in malora.
Mi viene in mente Damanhur (2), una comunità nel nord d’Italia, dove sono tutti felici e ti guardano con l’espressione “instupidita”, da produzione di endorfine.
Se chiedi a qualcuno di loro: “stai bene?" ti risponde: "Sì, perché il Signore è in tutti noi". Se gli domandi "Hai raggiunto la felicità?" ti dice: "Sì, qui tutto è pace e amore" (fuga sotterranea per non sentire il mondo che soffre).
Ho saputo che un buddhista in America è considerato l'uomo più felice della terra: si sveglia al mattino e si fa gli affari suoi, medita e si fa gli affari suoi; arriva la sera e si è fatto gli affari suoi... Per forza è felice, non ha niente da fare se non “meditare per sé”.
La chiamano “felicità”, lo definiscono l'uomo più felice della terra… io direi che è l'uomo più egoista della terra.
Quelli di Damanhur e altre organizzazioni del genere (simpatiche, per carità!) li considero artisti della propria arte dell'ego.
Ho visto il tempio sotterraneo che hanno costruito scavando all’interno della montagna in più di dieci anni.
Sono artisti del "facciamoci gli affari nostri", che è una scelta poco generosa.
Io credo che tutti, nel loro profondo, abbiano un po’ di altruismo ma in questi esseri senzienti non riesco proprio a vederlo!
Quando non si riesce a vedere nemmeno un minimo di altruismo, se non mentale, né un minimo di pensiero per gli altri, si comincia a sentire puzza di bruciato.
Voi vi siete impegnati differentemente, ognuno in modo personale, in questo “evento” dove il non ritorno (fine 2009) è stato preciso.
La strategia è dettata dalla Base e cozza con gli intenti mondiali, del potere, delle religioni, delle persone tutte “essere”.
Ecco il grande problema.
Ma ad un “non essere”, cosa interessa comportarsi come un “riccone” che accumula tesori per la sua tomba?
Vi rendete conto che alcune persone si sono arricchite a dismisura (tanto da poter sfamare l'intera umanità) a forza di favole per cretini?
E la cosa peggiore è che la massa ci crede! Ma vi svegliate o no?
Come si possono accumulare ricchezze stabilendo premi e punizioni soltanto perché qualcuno ha… vissuto, debole e sottomesso?
Purtroppo, questa umanità supina non trova sconvolgente un tale cumulo di sciocchezze! Il fatto è che la gente si abitua alle favole che gli si propinano, e diventa assuefatta.
Gli esseri si risvegliano facendo vedere loro che il “pupazzo” è qualcosa che viene gestito, mentre esiste un entanglement sottile con le leggi dell'universo: la comunicazione per interazioni varie, già spiegate.
Tu pensi di essere completamente separato e affermi: “io sono io”.
Anche io sono io, con te, in quell'io.
Anche tu sei “io” in quell'altro essere, con quell'"io".
Eppure ti ostini e dici: "No, io sono io! Il respiro che emetto dalla bocca è mio, tutto ciò che esce ed entra dal mio corpo è mio, è tutto mio!”
In realtà l'aria e l'acqua che passano attraverso di noi sono state una volta nuvole, una volta pioggia, una volta urina, una volta un bicchiere d'acqua.
Pensi davvero di essere “tu”? Pensi di perderti e di affacciarti all'Assoluto come se fossi tu solo sulla Soglia...
Come no! Tutto per te! Un bell’arco con i fiori e le corone! Anzi una bella tomba ricca da faraone, solo tua.
E poi?
Non pensiamo allo Spirito, lasciamo stare! Diventa troppo complicato pensare a queste cose per un'umanità che vive in un mondo pieno di egoismo, violenze e prevaricazioni.
Ad esempio, un gruppo di esseri che lavora per risolvere la fame nel mondo oggi, agli occhi di molti, potrebbe sembrare solo un gruppo di “poveracci” che farnetica.
Vai a spiegare quanta forza ci vuole per saper vivere ed esistere come essere, senza perdere la concentrazione per Non Essere.
Altrimenti non ci sarebbe stato lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta.
Come essere farò di tutto per farvi giungere a realizzare i vostri intenti, come Non Essere cercherò solo di farvi da specchio.
Con il “tempo” anche voi comincerete a spingere senza mani (in nuovi spazi).
Finora avete spinto con le mani, cioè con la mente, con l'intelletto, ognuno con il proprio impegno, usando anche qualche aiuto; senza mani è difficile... è molto meglio, però è difficile.
Quello che dovete fare è riuscire a Non Essere, in modo che finalmente possa venir fuori il “burattinaio” che è dietro ognuno di voi (AVATAR).
Prima si muovono un po' di fili, ed è l'intelletto. Poi c'è la determinazione della Via nella storia che bisogna creare, ed è l'Anima a determinarla.
Se poi si muovono i fili tutti insieme, il burattinaio fa una Rappresentazione Unica e ci si mette d'accordo col Grande Architetto del sistema, naturalmente. (ENIGMA).
Come “essere” abbiamo portato a termine quanto dovevamo fare; come "Noi" era ovvio ci riuscissimo, perché quando un essere è "Noi" riesce tranquillamente a portare avanti tutto ciò che vuole, mentre se è identificato con l'"io" incontra tutti i problemi derivanti dall'io: si deve muovere, deve articolare le cose e deve metterle in una sequenza logica; un Realizzato deve rispettare gli spazi (i tempi), i fotogrammi, la differenza tra gli esseri, tra i ricercatori e così via.
Chiaro, a me non importa niente di tutto ciò, si comprende da queste inutili parole!
Dovete imparare ad operare "spalla a spalla".
Che vuol dire?
In realtà è un modo di dire errato, che non mi è mai piaciuto perché ancora esprime una separazione tra gli esseri.
La "mia" spalla, la "tua" spalla... è sempre separazione!
Perché non lavoriamo Punto a Punto?
Un po' di separazione ci deve essere... l'Anima.
Però, punto a punto di qua è una sola linea di Là che termina in un Unico Punto.
La linea è fatta da infiniti punti... Magari qualcuno trova l'Energia della linea, l'Energia del confine, l'Energia della vacuità. (La Forza di Gravità Permanente-Unificante).(3)
Ricordate che la vacuità è forma e la forma è vacuità (così lo imparate sul serio, e non a chiacchiere, come qualcuno che non ha capito di cosa stia parlando).
Ma quale spalla a spalla! Punto a punto!
Con il "punto a punto" la vacuità è forma e la forma è vacuità.
Dall’altra parte la linea della vacuità è una bella separazione con l’Assoluto (illusoria); da questa parte la separazione apparente dei punti è la forma.
Ormai avete capito, con quell’energia avete la possibilità di fare tutto, senza quell’energia fate tanta fatica!
Nessuna fatica è meglio.
Chi ve lo fa fare ad usare solo l'essere?
È meglio che impariate ad usare il non essere, così diventerete più “bravi, più furbi, più astuti”. (Niente di tutto ciò ma così sembra).
Il cammino è lungo e periglioso, incontrerete molte difficoltà, ma se adesso occupate questo spazio è chiaro che non siete lontani (spazio come lettori).
Leggendo questi scritti, avete la possibilità di comprendere.
Molti di voi non hanno capito cosa voglia dire “occupare uno spazio”.
Ad esempio: anche se guardiamo lo stesso film ognuno lo capisce a modo suo, ma se occupiamo lo stesso spazio per vedere lo stesso film, probabilmente, entriamo in entanglement sulla stessa linea.
Se un essere si sente un punto accostato agli altri punti, con facilità vede che la forma è vacuità e la vacuità è forma.
Voi adesso state vivendo la forma, vi dovete solo accorgere che siete anche la vacuità.
Non è difficile: basta smettere di pensare e di avere un'identità, basta rendersi conto che la forza reale viene da questo… e lo spazio che occupi è ben occupato.
Certamente non potevamo avere “spazi” fratturati, avvelenati e rivoltati, in quanto, poi, la linea che si sarebbe creata sarebbe stata spezzata.
Avrebbe voluto dire che la “penna” non funzionava.
La penna che traccia e racconta, con la vita stessa di un universo, la storia della Libertà dell’Assoluto in quel sistema non lascia spazi vuoti, li elimina. Quella separazione è fondamentale, perché ci vuole una compattezza indissolubile, altrimenti come fareste a procedere con l’informazione necessaria da dare e da restituire in un universo, per avere un prosieguo in base al livello, l’insegnamento, l’apprendimento?
È un prosieguo anche nelle cose che non avreste voluto e, magari, sono accadute.
Molti di voi vivono ancora di egoismi e di bisogni. È normale pensare "ho fatto poco, sono stato disattento, non ho portato a termine ciò che mi ero prefissato, ho oscillato... " ed altri pensieri del genere.
Io vi conosco tutti, “ognuno di voi è ciò che sono stato e voi sarete ciò che io sono” (scrisse qualcuno sulla sua tomba).
Se in una delle vite precedenti, in cui pativi la fame, hai diviso l'unico pezzo di pane che avevi con qualcuno che, soffrendo la fame come te, ti guardava senza chiederti nulla, allora le regole ti hanno inserito in questo "spazio", benché tu non conservi alcun ricordo di tale evento.
Ci sono delle regole.
Voi occupate lo spazio che vi è stato dato, non il tempo.
Vi trovate in un determinato spazio, che vi serve per apprendere alcune "cose".
Io rispetto le regole, ci mancherebbe... nemmeno per scherzo mancherei di farlo.
Se un essere occupa uno spazio, cosa dovrei fare?
Non posso fare niente, non mi metto a sindacare sulla quantità del tozzo di pane che ha offerto, sono problemi che non mi riguardano; sono "affari" del Signore, non miei, è Lui l'Unico Giudice.
Ho la sicurezza che ciò che accade è sempre giusto, quindi se occupate questo "spazio" vuol dire che è vostro.
Le "cose" che vi scrivo sono vostre, nel rispetto totale delle Leggi dell'Assoluto.
Come potrebbe non essere così? Non ti puoi contrapporre alla Sua Perfezione.
Visto che non puoi contrapporti, io procedo e "Noi" ottemperiamo a quanto è stato deciso.
Probabilmente avete cominciato a capire che è lo spazio occupato a permettervi di leggere, a prescindere che ricordiate o meno le precedenti esistenze; indipendentemente dal fatto che in questa vita vi siate dati da fare, o abbiate oscillato, o vi siate più o meno sforzati... è uguale!
Se "oggi", che da queste parti c'è cibo in abbondanza, regali un chilo di panini al prosciutto, sai quanto stai regalando? Un millesimo del tuo cibo.
Se, invece, in una delle tue esistenze passate avevi solo un tozzo di pane secco e lo hai diviso in due con chi come te stava soffrendo la fame, sai cosa hai dato? Hai dato metà della tua vita, perché avresti potuto morire rinunciando a metà del tuo pasto. Infatti non sapevi se ne avresti trovato dell'altro.
Vi sentireste adesso di dare metà della vostra vita?
Se in un periodo di carestia qualcuno vi dicesse: "dammi la metà del tuo cibo " gli dareste da mangiare?
Sarebbe un gesto enorme.
Non potete fare calcoli del genere. Neanche io li faccio, vi dico solo ciò che può accadere.
Non faccio calcoli, il Ragioniere lo fa Lui. Io ottempero agli obblighi e vado avanti.
Anche se non sono obbligato a raggiungere la meta.
In realtà a me della meta non importa nulla, come non mi importa di morire, di finire in prigione, di essere impiccato o altro. Per me è uguale (anche vivere gioiosamente ed ironicamente).
Non ho alcun interesse per qualsiasi tipo di evento.
A voi interessa che sia tutto positivo, avete questo bisogno; io non ho bisogno di positivo o negativo, per me è uguale.
Se foste stati una congrega di demoni sarebbe stato uguale, avremmo appreso insieme la regola nella dualità.
Siete capitati voi, ricercatori, perché dovevamo portare avanti il nostro obiettivo: si vede che avete distribuito parecchi tozzi di pane. Congratulazioni, siete stati "bravi"!
(Parlo come se tutto fosse compiuto)
Gradualmente imparerete a lavorare in equipe o in tandem, anche se non siete abituati, ma finché sarete solo “io” e “me” troverete delle difficoltà, dei disagi.
Io vado spesso in tandem e sto dietro, dove non ci sono neanche i pedali e non si guida.
Sto seduto e basta, lascio guidare l'Altro: Lui pedala, Lui vede la strada...
Non hai paura di andare a sbattere?
Tanto va a sbattere prima Lui! (Quindi non accadrà mai).
Però, se cadete, tu ti fai male mentre Lui no.
Ed io mi fido! Se non mi fido di Lui, di chi mi posso fidare?
Voi invece state lì con la bicicletta, da soli, a pedalare. Non avete neanche il compagno che pedala e guida.
Dovete guidare, dovete pedalare: mamma mia quanta fatica per essere solo “io”, per essere solo “essere”! (esempio surreale, tanto per cambiare).
Ora avete capito cosa vuol dire “Avatar”?
Pensate, forse, che qualcuno non lo sia?
L'Avatar sta là ma non lo fate lavorare, tutti presi e tronfi: io, io, io...
Allora pedala tu, guida tu e tanto piacere!
Voi vi identificate con il fisico, le sensazioni e la mente… Fate pure, non c’è nessuno che vi obblighi a fare il “non essere”, o che vi costringa a stare sereni e tranquilli al di là di tutti gli eventi.
“Il mondo ci è contro!” Dicono alcuni.
A chi?
All'“essere”?
Se ti presenti come “essere” ti rovinano, se ti presenti come “non essere” si fanno male da soli.
Mi dispiace, ma io non partecipo. E se non partecipo, non ci sono!
Così cominciate a capire come funziona: o partecipi o non partecipi.
Però non partecipare non vuol dire non fare niente, vuol dire fare tutto senza la fatica che pensate di dover fare.
Mi sembra così intuitivo.
Io sono disponibile a fare tutto, ma non mi chiedete di faticare: dove non arriva “io” facciamolo fare a Dio; dove non riesce l'“essere” facciamo procedere il “non essere”; dove ti danno uno schiaffo volgi l'altra guancia; dove ci sei e ti fai male posiziona quello che non c'è e non si fa male.
Chiaro?
Qualcuno potrebbe dire: “Quanto era semplice, a pensarci prima!
Tutta questa fatica...”
Il 2010 sarà il primo anno per chi vivrà il nuovo universo, non per coloro che rimarranno in questo, o torneranno indietro, o si sposteranno di lato, di fianco a destra o a sinistra, sopra o sotto. (ENIGMA)
Un nuovo universo è una conquista, lo sapete? Per ora è fantascienza, ma quando funzionerete vedrete che la fantascienza diventerà realtà.
Dalla comprensione si passerà all'evoluzione, dovete darvi da fare...
Per evolvere gli esseri devono mangiare!
Il sistema va capito, studiato, e messo da parte poi, quando sarà conclusa la vostra esistenza, avrete acquisito il metodo opportuno.
Questo dovete capire! Dovete capire come si fa e andare avanti, nel sostegno all'umanità.
Per il prossimo universo vi ritroverete tutti insieme!
Ogni tanto passerò a controllare, è il mio hobby.
Nello scritto 101 (Sull'interazione) si legge “lo sciamano si occupa (…) di un certo tipo di entanglement. Se imparerete a fare in maggior misura ciò che già siete, vi occuperete in maniera più concreta di quei rapporti di entanglement che andranno a creare 'la situazione giusta', ossia quella che ognuno decide".
Quando a decidere è un io, è tutto più difficile.
Due Entità, una Reale ma apparente, l'Avatar ed il "pupazzo", la situazione è giusta se è l'Avatar a crearla, quando la vuole creare il “pupazzo” è quasi sempre errata.
L'Avatar decide sempre ciò che decidono tutti gli "Altri" (l'insieme delle anime).
Non decide qualcosa di impossibile, deve per forza decidere attraverso un entanglement con l'intero universo.
Non si sveglia la mattina e dice: "mi sono stancato, qui stanno morendo di fame un miliardo e duecento milioni di persone. Sai che c'è, io sono l'Avatar, decido e faccio quello che mi pare".
Non può fare quello che gli pare, è un essere qualsiasi e, come altri scemi, dice: "A me dà fastidio avere la pancia piena quando un miliardo e duecento milioni di persone muoiono di fame".
Certo è che sono capaci tutti di dire: "Perché il Signore non ci pensa?".
Ci sta “pensando”! Non te ne accorgi che ci “pensa” attraverso il NON Essere.
Anzi, sta cercando di arrivare al risultato perché l'Avatar, tutto insieme, è Quello e gli esseri, tutti separati, sono questo illusorio e non Quello Reale.
Non si può fare una cosa impossibile.
Non si può fare una cosa che prevarichi o violenti il sistema stesso anche se, è normale, i puri di cuore, le persone buone e gli "angioletti" vorrebbero che mangiassero tutti.
Perché non ci si riesce?
Perché c'è l'"io" della persona buona, c'è... ma non basta.
Ci deve essere una condizione particolare in cui l'evento può accadere, perché concorda con la Natura delle Cose che solo l'Avatar sa.
Chi non è Avatar non sa.
Però ci si deve comunque preparare.
Adesso è permesso, per conformità di data, astri, scienza e tecnica... con il beneplacito dell'Avatar-somma. Poi, se l'Avatar è un "pupazzo" o più "pupazzi", a me non importa niente, perché non cambia Nulla.
Quando muoio non Gli vado a dire: "Adesso dammi un premio”.
Non Gli chiedo niente, ci ho provato qualche volta, tanto tempo fa, e non ci provo più.
Quello che già c'è, ce lo abbiamo. Tutto quello che ci ha dato già c'è; perché distinguere un puntino da un altro su una Soglia?
È una fatica, uno strazio!
A fare "il meglio" ci si rimette sempre. Fai il meglio, stolto!
A fare "uguale" garantisco che conviene, e fate pedalare gli Altri... l'"Altro" è Uguale!
Avete capito? Il giochino sembra difficile ma non lo è.
Tutto quello che vi è stato insegnato lo trovate scritto in tutti i libri della ricerca dell'Uomo, in tutte le filosofie dell'Oriente e in alcune dell'Occidente, come quella greca, che ha fatto man bassa delle concezioni d'Oriente. (Furto di idee, di valori, di filosofia, ecc.).
Dovete imparare una cosa: la volontà “mia" nella libertà è la volontà dell'Assoluto; qualsiasi mia volontà è comunque in contrapposizione, qualsiasi contrapposizione sia è la libertà.
La libertà "mia" è la Libertà dell'Assoluto, cercare di separarle è da stolti.
La Creazione dell'Assoluto è Lui Stesso con la Sua Energia, credere di essere un "pesce fuor d'acqua" è sicuramente essere morti.
Non si vive di separazioni ma si vive di Unione, perché perdere ciò che È per ciò che non esiste è quasi da stupidi.
Inventare una "libertà separata", è una libertà: così si diventa demoni eterni.
Io preferisco una bella "Libertà Unita", così la mia libertà diventa grande come la Sua.
Ti pare poco!
Costruire una piccola libertà è perdere quella Immensa.
Ah, che stoltezza demoniaca!
Una fatica inutile, ho la Sua a disposizione.
Gli esseri dicono: "Me ne faccio una piccola, così è tutta mia!"
Il pesce che si recintò in una piccola bolla d'acqua, morì soffocato in quella stessa bolla, perché l’acqua non gli bastò per respirare.
Accidenti che stolto il pesciolino! Aveva tutto il mare ma si chiuse in una bolla e lì morì.
Furbetti... non si è “solo uno”, si è separati ma sino alla mente, quella è la libertà, dall'intelletto all'Anima è Verso d'Unione.
Il tempo non esiste, ve l'ho spiegato tante volte. Quindi, verso lo spazio... sì lo Spazio Punto.
La separazione concettuale tra l'essere ed il non essere è cercare di separare il punto che compone la retta dalla retta. È cercare di separare la creatura dal Creatore. In realtà entrambi coesistono e convivono, ciò è chiamato "superamento della dicotomia". Mentalmente tu sei libero e separato, ma sei la stessa Energia.
Il confine è necessariamente infinitesimale perché sei tu... creatura infinitesimale. Confine a chi? All'Assoluto, Confine Infinito.
Sorge il pensiero, la preoccupazione, che l'infinitesimale che si affaccia all'Infinito rimanga, in un certo senso, in una situazione mentalmente problematica.
La contemplazione senza seme è senza tempo e senza spazio; la contemplazione con seme è un punto indietro; la meditazione è fuori da quel punto; la concentrazione è dentro le energie create. L'essere che sei in questo momento, potrebbe trovarsi tra la concentrazione e la natura creata.
Tutto questo è congiunto e noi siamo dentro, in una oscillazione di percezioni: fisico, astrale, mentale, essere, concentrazione, meditazione, silenzio interiore, Quiete, percezione della Natura delle Cose, Punto Anima, affacciato, perdere ogni possibile riferimento, collegamento, punto, parole... tutto.
In questa oscillazione, che noi possiamo determinare, abbiamo la possibilità concreta di teorizzare il superamento delle dicotomie a parole. Poi lo stesso concetto si perde: il valore del superamento, il senso delle dicotomie, la perdita totale della propria coscienza per divenire la Sua Stessa Coscienza. Mentalmente c'è un blocco finché non si arriva al massimo della coscienza.
L'abbandono totale permette realmente il superamento del confine, dove la percezione delle cose perde le dimensioni spaziali e temporali illusorie.
Questa Natura dell'Assoluto si manifesta nell'essere e, da quel momento, verrà chiamato "Profeta", "Realizzato", "Buddha" e così a seguire (illuminato no perché i demoni lo sono). Ma non si riconoscerà in nessuno dei nomi con cui lo chiameranno, si riconoscerà solo in quello che è e in quello che "non è"; saprà benissimo di essere "io", saprà benissimo di essere "Noi", non gli creerà nessun problema né dire "io" né dire "Noi". Qual è la difficoltà?
La difficoltà è solo per chi, identificato con l'io, sente di bestemmiare nel dire "Noi". Il "poverino" non sa che non può non esserlo. È come se fosse una specie di obbligo. Questo non vuol dire perdere la libertà dell'"io" e acquisire la Libertà dell'Assoluto... l'hai sempre avuta! Da quando eri Angelo. Hai scelto il tormento, il dolore, le quattro sacrosante verità, le separazioni, la vita, i danni, le malattie, la morte...
Vuoi che lo dica come "io"? Lo hai scelto tu! Vuoi che lo dica come "Noi"? Lo abbiamo scelto "Noi"!
Quando è "Noi", abbiamo scelto io e Dio. Quando dico "io", ho scelto "io". Ero io l'Angelo! Eravamo "Noi" l'Angelo! Poi, gradatamente e per scelta, sono diventato "io". (Bisticcio di parole per mantenere la libertà ed il confine).
Il confine permette un fraseggio diverso: da una parte sei obbligato all'io, dall'altra lo perdi e diventi "Noi".
Ecco che appare l'Avatar, il gestore del "pupazzo" nelle Leggi, i fili... Così li muovi e così si muove il pupazzo.
Non si può uscire fuori dalle Leggi.
Le Leggi sono quelle e l'entanglement è quello.
Non puoi uscire dalle regole precise e scientifiche, altrimenti ci sarebbe stato il "caso" e tutti avremmo fatto ciò che volevamo.
È vero, lo facciamo, però lo si fa per quanto si è "io" mentre, in realtà, abbiamo una coscienza universale, con degli obblighi universali: gli altri devono mangiare come mangi tu.
Nessuno di voi mentre si nutre dice "adesso con queste fettuccine nutro solo il cuore... il fegato, i reni e i polmoni no!".
Nessuno può fare una scelta simile.
Che sistema questo mondo! Mangiano solo sei miliardi di esseri su sette.
Se diventate ricercatori non potete decidere, dovete darvi da fare per far mangiare tutti. Sono i voti che avete fatto.
Sembra difficile, ed è vero lo è; è difficile anche perché nessuno fino ad oggi c'è ancora riuscito.
Il numero di chi soffre la fame è aumentato, quindi questo vuol dire che c'è un reale impedimento a risolvere questo grave problema.
Al ricercatore non importa la difficoltà: qual è il prezzo da pagare? Non c'è prezzo! È uguale.
Pomponio non soffre e non ha problemi, morire bruciato o sopravvivere per lui è uguale.
Per il ricercatore è la stessa cosa.
C'è qualche problema?
Se dentro di voi siete in pace con l'Assoluto, tutto il resto diviene un gioco da bambini.
Devi essere in pace con l'Assoluto, dentro di te!
La mattina quando ti svegli, rivolgendoti a Lui Gli dici: "Oggi farò questo!”
Fatto quanto avevi deciso, la sera, andando a letto, dirai: "Hai controllato se ho fatto quello che avevo promesso? Tutto a posto? Buonanotte".
Se sei sereno e in pace, non esiste nessun problema.
Credo che la cosa più importante sia la pace interiore che scaturisce dalle cose giuste che abbiamo fatto nella vita, tutto il resto è... "ah sì!" (vedi Appendice).
Ricordatevi che per amore, quello vero, si può fare qualsiasi cambiamento… ma deve essere vero, non l'amore mentale, il finto giochetto dell'amore.
Aprendo il rubinetto, si partecipa all'acqua che scorre e dopo si fa quel che si vuole.
Il destino? Molti esseri hanno il destino di non mangiare, se apro il rubinetto dell'Amore (che non è roba mia, non mi appartiene; così come l'acqua della Condotta non è della fontana), uso l'altra Energia e faccio quello che voglio. Soltanto che pesa.
Una fontanella vuota pesa meno di una fontanella piena.
Quanto pesa?
Fino a quanto resisti.
A crocifiggere o a sparare a qualcuno non ci vuole niente.
Gandhi e Martin Luther King sono morti perché hanno detto delle cose. Dire certe cose pesa e se il peso è troppo, poi ti schianti. Ma per i ricercatori è uguale.
Il Gioco è meraviglioso proprio perché è così. Mi sono sempre divertito!
Rubare il vento al re dei ghiacci è molto divertente. (Fantascienza).
In qualsiasi posto vai o ti trovi devi essere capace di divertirti, altrimenti ti fai del male.
Magari, in un altro universo, invece di spararti ti congelano.
Rimani cosciente e non muori mai, fino alla fine di quel mondo. Devi aspettare che finisca congelato e cosciente.
Che divertente! Con tutto quel tempo a disposizione per meditare e contemplare!
Infiniti sono gli universi ed infiniti saranno i “giochi” che ti attendono... ne farai uno alla volta, quindi intanto divertiti con questo, caro il mio Avatar.
(1) Avatar, di James Cameron.
(2) Fondata nel 1975, conta circa 1.000 cittadini e si estende su circa 500 ettari di territorio ai piedi delle Alpi piemontesi.
(3) Spesso la filosofia giunge dove la scienza non OSA.
Scarica il testo
- Nuovo!
|
|